Lezioni di chitarra: Uso corretto del vibrato sul tempo - Esercizio
| Didattica - Tecnica |
Ben trovati lettori di Guitar Pub.
Chi scrive è Giuseppe Pascali ed oggi tratteremo una tecnica fondamentale per la chitarra: il vibrato.
Esso, infatti, rappresenta un elemento fondamentale e veramente identificativo nel sound di ogni chitarrista, costituendo un’ottima percentuale della nostra “voce”.
Sicuramente quasi tutti voi vi siete cimentati con il vibrato e lo utilizzate abitualmente nel vostro playing. Tuttavia non tutti, forse, si sono soffermati a pensare che, per rendere il vibrato veramente efficace e musicale, debba essere eseguito correttamente sul tempo.
Ma procediamo con calma...
Innanzitutto chiariamo, per dovere di cronaca, cosa s’intende per vibrato.
Il vibrato è quella tecnica che ci consente di creare un’oscillazione ciclica dell’intonazione di una nota attorno a quella corretta.
Questo significa che a partire dalla nota che noi suoniamo, possiamo generare delle “stonature” ripetute per creare un effetto oscillatorio. Il modo pratico in cui lo facciamo è tirando verso il basso o verso l’alto la corda, in modo da cambiarne lievemente l’intonazione.
Ci sono tre parametri, a mio parere, che un buon vibrato deve soddisfare per essere musicale:
1) Il vibrato deve avere sempre la stessa intonazione, cioè la stonatura che applichiamo ripetutamente deve essere sempre uguale.
2) Bisogna sempre permettere all’ascoltatore di udire la nota corretta, in modo che resti sempre a fuoco. Per cui fra una stonatura e l’altra dobbiamo far udire la nota corretta.
3) Il vibrato deve essere regolare sul tempo e non altalenante e disordinato.
Ne possiamo dedurre che con il nostro vibrato possiamo, quindi, scandire qualsiasi tipo di suddivisione ritmica: quarti, ottavi, terzine d’ottavi, sedicesimi, ecc.
E’ proprio questo che si propone di sviluppare l’esercizio che vi propongo.
Prerequisiti
Concetto di tempo semplice (pulsazione binaria) e di tempo in 4/4.
Concetto di quarti, ottavi, terzine d’ottavi e sedicesimi.
Obiettivi
Sviluppare l’abilità di eseguire con il vibrato qualsiasi suddivisione ritmica in maniera precisa e consapevole.
L’esercizio in sé è volutamente molto semplice.
Si tratta di una melodia di sole tre note dalla durata molto lunga su un unico accordo.
Immaginiamo di suonarla senza vibrato, ne risulterebbe un’esecuzione scialba e senza vita. L’esercizio consiste nell’applicare ad ogni nota della nostra melodia un vibrato che scandisca dapprima i quarti, poi gli ottavi, poi le terzine d’ottavi, ed infine i sedicesimi.
Purtroppo non esiste (che io sappia) una notazione per indicare il tempo del vibrato, per cui ho deciso di indicarvelo con le ghost notes (cioè le note tra parentesi), che sono note dal volume estremamente basso, appunto “fantasma”.
Clicca sull'icona per scaricare la versione pdf dell'esercizio
Come possiamo notare lasceremo all’ascoltatore la durata di un quarto senza vibrato per consentirgli di assaporare l’intervallo che la nota crea con l’accordo in sottofondo, e successivamente applicheremo il nostro vibrato.
Il video dell’esecuzione cancellerà sicuramente ogni dubbio.
L’esercizio può essere chiaramente eseguito con un metronomo, tuttavia, qualora voleste gratificarvi registrandovi una base, vi consiglio caldamente di usare un accompagnamento che enfatizzi i quarti, rischiereste altrimenti di crearvi delle difficoltà nell’esecuzione del vibrato in terzine.
Come al solito vi raccomando di partire da velocità molto basse, la velocità indicata in partitura è sempre una velocità di arrivo e non di partenza.
Buon divertimento!













Commenti
Interessante questo approccio al vibrato: molto chirurgico!
In genere io mi limito a fare sempre un vibrato veloce ed energico, però anche un vibrato lento e consapevole può essere espressivo..
Prova a notare quanta attenzione prestano a questo aspetto tutti i "grandi".
Il primo esempio che mi viene in mente è il tema di "For the love of god" di S. Vai.
Prova ad immaginarlo con un vibrato veloce e nervoso...
Giuseppe Pascali
Comunque forse non ci ho mai fatto caso, ma dopo il tuo articolo noto che quasi naturalmente tendo a fare il vibrato a tempo con la base.. Penso sia una cosa abbastanza spontanea alla fine, però non eseguo mai quello di terzine..
Per il vibrato in terzine, prova ad improvvisare un po' su un 12/8, vedrai che ti verrà automatico.;-)
Solo che è meno spotaneo farlo su un 4/4 normale come fai tu nel video.. Bisogna pensarci un po' di più, solo quello..
Trascurato da molti (troppi) ma appunto, come ben detto da Giuseppe, fondamentale per dare espressività in qualunque genere!
Grazie a Giuseppe come sempre
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