MONDAY NIGHT - Si stava meglio quando si stava peggio
| Musica - Storia della Musica |

Si stava meglio quando si stava peggio.
“Non ci sono più le band di una volta. Negli anni 70 alla radio passavano i Led Zeppelin, e i Pink Floyd, si può sapere invece quali band si sentono oggi?” Quante volte discutendo con un amico dei nostri dischi preferiti, da uno dei due non è saltata fuori questa affermazione? Oggi non è più come una volta, questa è la conclusione cui spesso giungono troppe discussioni riguardanti le uscite musicali dei giorni nostri. Dico “troppe” discussioni perchè probabilmente è solo più facile dire così, troppo facile nascondersi dietro la facciata della società d’oggi. La realtà è che spesso e volentieri le cose veramente valide esistono anche oggi, siamo noi a non vederle o tante volte a non volerle vedere... Questa discussione diventerebbe troppo ampia e dispersiva se non poniamo dei paletti direttivi. Poniamo quindi che l’argomento principale sia l’atteggiamento del fruitore musicale mediamente colto, quale potrebbe essere uno qualsiasi di noi frequentatori dell’ambiente, nei confronti delle uscite musicali e delle nuove proposte. Non poniamoci limiti di genere perchè ogni ascoltatore ha il suo campo di riferimento. Togliamo però dalla nostra analisi l’atteggiamento di divulgazione musicale che hanno i media, ponendo però che al giorno d’oggi il problema dell’offerta di visibilità tramite i media è una questione delicata da analizzare e richiederebbe uno spazio ad essa dedicato. Detto quindi che ammettiamo esserci un sistema di divulgazione musicale sicuramente malato e dettato da canoni non esattamente “meritocratici” andiamo a vedere quali sono le problematiche del nostro problema principale. Al giorno d’oggi, sempre più, su forum e community musicali o nelle discussioni fra amici, si sentono frasi come quella posta in apertura. Spesso pare che dopo gli anni 90, ma per tanti anche prima, l’unica musica prodotta sia quella definita “spazzatura commerciale”. Spazzatura commerciale da intendersi come quel prodotto musicale volto al solo scopo di totalizzare un alto numero di vendite, ma anche su questa definizione ci sarebbe da soffermarsi a lungo. Sicuramente negli anni successivi il 1980 c’è stato un progressivo, ma non veloce, calo di originalità. Meglio dire originalità perchè la qualità è valutabile più soggettivamente e poco oggettivamente.Dobbiamo però cominciare a pensare un attimo al periodo e al momento in cui la musica è stata prodotta. Negli anni 70 giravano alla radio band come Led Zeppelin, Pink Floyd, Black Sabbath e AcDc, è vero, ma non erano le uniche cose ad essere trasmesse come non erano le uniche band a nascere, sicuramente vi erano altrettante band non così interessanti. Il motivo principale per cui le grandi band del passato venivano passate per radio era perchè in quel momento rappresentavano un qualcosa di mai sentito prima ed erano piena espressione del periodo in cui la loro musica è stata concepita.
Questo concetto è a me particolarmente caro, sostengo che un determinato disco, diciamo uscito a metà anni 60, non sarebbe pensabile nel 2010. Non sarebbe possibile non per mancanza di qualità, ma per mancanza di basi sociali su cui fondarsi. La musica è indissolubilmente legata al periodo in cui viene concepita e ne è in qualche modo anche espressione. La mia domanda è quindi, come possiamo pretendere che al giorno d’oggi sulla scena musicale compaiano band come Led Zeppelin o i Pink Floyd, o qualsivoglia altra band? Senza tralasciare il fatto che nessuno vuole altri Zeppelin perchè abbiamo avuto già loro, sono unici e irripetibili. Dopo anni e anni di sperimentazione, di grandi band che si sono avvicendate e di grandi dischi, il mondo musicale è arrivato ad un momento nel quale la sola originalità non basta più a fare la novità, e tanto meno l’evoluzione tecnica. Siamo in un periodo di transizione in cui pare che tutto sia già stato detto ed è così che ci ritroviamo, apparentemente, con poco di paragonabile con i grandi mostri del passato con cui siamo cresciuti. Forse la situazione richiederebbe un approccio diverso da parte di noi ascoltatori, che, in mezzo al marasma di uscite, non possiamo più limitarci a ricevere ciò che ci viene proposto, ma dobbiamo impegnarci a cercare il meglio sotto il mucchio. Andare a scavare e scovare, in fondo nemmeno troppo, per finalmente capire che anche oggi nel 2010 grande musica viene composta, scritta e suonata. Il primo atteggiamento che deve cambiare per ridare linfa all’ambiente musicale è quello dell’ascoltatore, che spesso si lamenta di non aver nulla di buono da ascoltare se non le vecchie cose e poi è la stessa persona che non sborsa 5 euro di ingresso al pub per dare una possibilità al gruppo in scaletta di far vedere cosa sa fare. Probabilmente non ci troveremo di fronte a niente di sorprendentemente originale, ma potrebbe esserci la possibilità di ascoltare un gran riadattamento di quelle lezioni che la storia musicale fino ad oggi ci ha lasciato in eredità. Se il mondo musicale scarseggia di originalità benvenga il riadattamento passionale e di qualità, a patto che non sia un puro “copia-incolla”.Gli Zeppelin e i Floyd nel 2010 non ci sono più e non ci devono essere, perchè le ere cambiano, cambia la gente e la società, potremmo sempre ascoltare i vecchi dischi e entusiasmarci proprio come la prima volta che abbiamo acceso il vecchio giradischi, ma bisogna anche rendersi conto che, per aprire a nuove possibilità sonore un’epoca che pare essere fatta di spazzatura, bisogna aprire la propria mente senza fossilizzarsi su ciò che ormai conosciamo a memoria.
Francesco Sicheri.











Commenti
il problema della diffusione e della visibilità è davvero un grosso problema, ma si rischia anche parlandone di cadere in luoghi comuni. ho già in mente una discussione in merito ma voglio ponderarla bene e pensarla bene perchè è facile essere banali e finir per ripetere solo lamentele da bar dei musicisti...
“All that is now. All that is gone. All that’s to come and everything under the sun is in tune but the sun is eclipsed by the moon.”
Di certo è molto più comodo tirare fuori un vecchio disco e riascoltarlo, sapendo che "si va sul sicuro".
L'impegno di cercare i nuovi nomi, non sono disposti tutti a prenderselo, anche perché. in buona parte per colpa dell'industria discografica odierna, rischia di diventare un compito davvero arduo!
Con "Made in Japan" non ci vuole nessuna fatica
Secondo me questo è il punto focale del discorso. Nel senso che la "grande" musica nasce da qualcosa di ben più importante delle esigenze di MTV e compagnia bella.
Come dico sempre: "il mercato vuole merda, diamogli merda" ma ci sarebbe qui un discorso da fare su chi decide sul "che cosa vuoi ascoltare"...
Un caso degli ultimi mesi mi ha fatto veramente sorridere ( anche se ci sarebbe da piangere ). Avete presenti Lady Gaga, no? A dimostrazione delle "cose fatte a tavolino", Bwin ( nota azienda online di scommesse ) si unisce alla cantante per poter alzare il livello di popolarità del poker online.
Risultato: lady gaga spopola e diventa famosa con "poker face" e bwin ci guadagna con la sponsorizzazion e della cantante, e con la sua canzone che viene pompata a dismisura in tutte le radio e canali radio/video.
Questo per far capire che al giorno d'oggi non possiamo aspettarci di trovare buona musica quando c'è spazzatura di questo tipo, la spazzatura della società che ovviamente si rispecchia nella musica.
Tutto questo è ovviamente riferito alla musica di massa ( il che non è poco.. ) quindi se vogliamo trovare della buona musica, e c'è chi ne fa, e davvero ottima, dobbiamo andare a spulciare di qua e di là, come del resto facevamo i nostri genitori negli anni 60-70 quando in italia si ascoltava e si trovava, solo dischi di Nilla Pizzi, Orietta Berti, Mario Merola, etc.
I tempi passano, ma la storia si ripete.
Dalla nostra però noi abbiamo l'immensa fortuna di internet, che ci permette di bypassare in tranquillità la merda che ci propinano quotidianamente .
Negli anni '60 hanno inventato il Rock, a noi ci tocca il Rap.. che ci volete fare, ad ognuno il suo.
Mi piace il tuo discorso del "bypass", che può veramente essere un "true bypass" ;-), nel senso che possiamo veramente evitare di farci spalare addosso un sacco di merda e poi nasconderci dietro frasi del tipo "su mtv e alla radio passano solo questo".
Ribadisco: la gente con le palle c'è, e le possibilità di scoprirla pure, ma non è sempre così comoda.
Contesto solo la tua ultima fraseCitazione pantarai:
Tralasciando il rap commerciale, e riallacciandomi con la citazione che hai fatto all'inizio, il rap ha avuto un suo significato, ha portato un messaggio forte, ed ha avuto la sua importanza. Dico questo anche se il rap non mi piace, ma non è giusto "snobbarlo" in questo modo. ;)
Ti invito a fare un "freestyle" rap fatto come si deve, e vedere se è proprio così una cazzata.
Beh, anche grattarsi le palle con le orecchie non è una cazzata, non per questo però può considerarsi un'arte
Avrà tutti i significati che vuoi, ma fa veramente cagare, e non la reputo nemmeno musica, come del resto tutta la musica dance dopo gli anni '70.
Mi dispiace ma stai prendendo un grosso granchio!
Rivedi il tuo discorso o rischi di invalidare anche le cose giuste che hai detto precedentemente .
Detto questo ti faccio pure notare che il tuo discorso ha un grave errore (oggettivo e insindacabile) di fondo.
Il rap (che significa "ritmo e poesia") vero, quello che trasportava la rabbia di chi viveva in modo disadattato, il messaggio che si raccoglieva nelle strade dei quartieri malfamati delle grandi città, e che non va certo apprezzato come esempio di qualità strumentale o armonica (come del resto il punk o molti altri esempi), nasce alla fine degli anni SESSANTA, parallelamente al rock, e non in tempi moderni come hai insinuato tu. Quindi la tua frase, oltre ad essere contestabile dal punto di vista dei contenuti, è anche sbagliata da un punto di vista prettamente storico. E le date sono numeri, e i numeri non si discutono.
Concludo facendoti che il tuo discorso veniva fatto negli anni 10 dai ricchi bianchi americani, riferendosi al blues delle origini, che era soltanto "musica per negri". Questa cosa dovrebbe fare un po' riflettere. Prima di giudicare una canzone, un album, un artista, o un addirittura un genere, bisognerebbe essere capaci nell'immedesimarsi nel periodo storico, nelle condizioni sociali e nel contesto culturale in cui esso è nato. Lo dici pure tu: "La musica è indissolubilmen te legata al periodo in cui viene concepita e ne è in qualche modo anche espressione.".
Che poi piaccia o non piaccia, questo è tutto un altro discorso!
1. Extreme - Saudades de rock
2. Dave Matthews Band - Big Whiskey and the GrooGrux King
3. Ac/Dc Black Ice
4. Chickenfoot - Chickenfoot
5. Joe Satriani - un pò tutti ^^
6. Guthrie Govan - Erotic Cakes
sono soli i primi che mi vengono in mente, certo non saranno album epici come i furenti anni '70 ma mi piace ascoltarli e suonarli esattamente quanto questi ultimi.
nell'articolo (molto bello) non hai menzionato i Queen! Arghh !
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