Tonerider City Limits pickups
| Chitarra Elettrica - Recensioni |
Tempo fa, approdando al mondo della stratocaster mi resi subito conto che nella mia chitarra i pickup erano veramente alla frutta (uno strumento con 25 anni di onorato servizio alle spalle e probabilmente anche da nuovi non erano di eccelsa qualità), in particolare quello al ponte era veramente orribile, il centrale appena dignitoso, quello al manico non era male, ma cmq di stampo troppo moderno per i miei gusti...
Iniziando a fare ricerche in rete mosso dalla necessità di risparmiare mi sono imbattuto in questo costruttore.
E' una ditta relativamente nuova, compare nel 2003, e dal 2005 inizia a produrre dei pickup abbastanza economici (un set completo per strato costa nuovo un ottantina di euro) ma dalle caratteristiche interessanti.
La ditta si pone l' obiettivo di produrre dei prodotti destinati ad un uso professionale, ma dal prezzo abbordabile.
A quanto pare in Italia c'è un unico distributore ufficiale che potete trovare tranquillamente tra i dealers nel sito della casa.
Non avendo a disposizione un grande budget e avendo l' urgenza di sostituire i pickup inizio a studiare i vari modelli prodotti dalla casa.. trovo tantissime recensioni positive di due modelli in particolare.. i "pure vintage" e i "classic blues", ma entrambi dalle demo ascoltate sembrano non fare al caso mio.. i primi sono molto chiari e squillanti, i secondi dalle demo mi sembrano troppo moderni..
Poi ho potuto provare di persona i classic blues e li ho trovati un pò troppo mediosi per i miei gusti.. scopro che esiste anche un altra serie di single coil, i "city limits", meno diffusi e meno conosciuti degli altri.
Sono dei single coil in alnico, con i poli staggered, leggermente sovravvolti, soprattutto al ponte, che tentano di riprendere il sound delle strato di fine anni '60.. mi decido a fare l' ordine..
Appena arrivati, noto subito che per quanto siano prodotti in Cina, sono cmq pickup assemblati con cura e precisione e con dei buoni materiali, misure perfette, fili telati dalla lunghzza generosa, buona ceratura (almeno all' apparenza).
Monto tutto e accendo l' ampli.. la chitarra è rinata.. il volume e l' output sono decisamente migliorati.. vuoi perchè i vecchi pu erano spompi, vuoi perchè gli unici single che ho sentito suonare più forte sono i texas special, ma non di molto.

Anzi, visto il tipo di pickup, un confronto con i Texas Special è più che sensato.
Partiamo dal pickup al manico.. il suono è pieno e ha la "ciccia" che mi aspettavo, pur restando molto definito, perfetto per un suono solistico blues, ottimo per sonorità hendrixiane o alla srv.
Anche il centrale suona benissimo, molto bilanciato, equilibrato, perfetto per ritmiche shuffle alla "pride and joy".
Rispetto ai texas special, i City Limits suonano meno taglienti, cosa che personalmente apprezzo molto.
Il centrale è rwrp, il che produce l' effetto "humm cancelling" nelle posizioni intermedie 2-4.. per quanto molti non amino questa soluzione devo dire che non suona affatto male. manico+centrale producono il classico suono strato blues nasale che spesso abbiamo ascoltato ni dischi del passato.

Centrale+ponte invece sembrano accoppiati alla nascita per ritmiche funky..
Fin qua me lo aspettavo.. o meglio speravo di non aver preso un pacco augurandomi che suonassero in questo modo..
La vera sorpresa è il pu al ponte.. ho sempre considerato inutile il pu al ponte della strato per la sua acidità e perchè troppo "tagliente", niente di tutto questo.. il leggero sovravvolgimento lo rende più medioso e meno carico sulle alte frequenze, rendendolo molto più sfruttabile, si possono anche usare delle distorsioni vere (ovviamente non parlo di death metal) senza sfigurare e senza avere problemi di sorta. ottimo attacco, i crunch sono una meraviglia.. con un back plate credo che potrebbe diventare una bomba..
Tutti e 3 rendono bene sia sui clean che sui crunch dove si trovano nel loro habitat naturale..
Questo è un piccolo test, i pickup sono montati su una Fender Stratocaster Made in Japan dell' 86, monta corde Dean Markley 011-052.. il tutto mandato in una testatina Crate Blackheart BH5H, e in una cassa marshall 1922 equipaggiata con un celestion V30 e un Electrovoice Black Shadows 200w.
Gli effetti usati sono un ts808 diy costruito da me e un boss ds-1 keeley modificato sempre dal sottoscritto, collegati tramite un piccolo looper in modo da non intaccare il suono da spenti. Niente reverb, per sentire il suono nudo e crudo dei pu..
In definitiva dei pickup veramente validi, li consglio a tutti quelli che cercano il suono delle strato pieno e rotondo, li sconsiglio a tutti quelli che amano il suono tagliente da strato anni '50
Non credo possano essere i pu "definitivi".. non sono assolutamente paragonabili a pezzi boutique come lindy fralin, lollar o van zandt, ma non hanno assolutamente nulla da invidiare a pu più blasonati come duncan, dimarzio & co..
Un'ottima scelta per chi deve rifare l' elettronica alla propria chitarra elettrica e vuole spendere una cifra ragionevole.. rapporto q\p imbattibile.
Luigi









Commenti
Ho sempre sentito parlar bene di questi pu economici, di fatti tempo fa ne ero andato vicino all'acquisto.
Dalla recensione ne dimostri sicuramente le qualità.
p.s. rivendico demo con microfono e classic blues!
cmq si le qualità ci sono tutte.. spesso i pregiudizi ci portano a spendere più del dovuto ;)
per il momento un altra demo la vedo difficile.. ora la strato monta i blackface..
I'm sorry!
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