Dillion Guitars: una ventata di novità
| Chitarra Elettrica - Recensioni |
Abbiamo il piacere di recensire in anteprima la nuova serie di Chitarre Dillion.
Dillion Guitars U.S.A. è un marchio fondato nel 1996 da John Vinci, da tutti ormai chiamato "John Dillion", che contraddistingue la produzione di una linea di chitarre e bassi di qualità distribuite nella fascia mid-price.
Gli strumenti sono prodotti interamente in serie, con legni di alta qualità, tra cui il mogano, il basswod americano e il palissando indiano.
Le meccaniche vengono realizzate in Corea e alcuni modelli montano anche meccaniche di marca come Grover e Wilkinson, i pickups sono in alnico e il capotasto è in osso o in grafite.
Gli strumenti figurati hanno un vero top “flamed” o “quilt” di qualità “AAA” o superiore.
All'estero (dato che in Italia è ancora poco diffusa) è ampiamente riconosciuta come una delle migliori produzioni tra le chitarre realizzate in serie a prezzi contenuti.
Abbiamo a dispozione una Stratocaster DVS-59 e una Les Paul DL-650 gentilmente messe a dispozione dall'unico distributore italiano, ovvero Noizewood .
A primo impatto si capisce subito che abbiamo di fronte delle chitarre ben fatte, le rifiniture sono di ottima qualità e anche il settaggio di fabbrica è buono.
Visto che avevamo a disposizione due chitarre, esprimerò i miei pareri specificatamente sulla Strato, mentre il mio alter-ego metallaro Golden Vicio, si concentrerà sulla Les Paul.
Stratocaster - Pantarai
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Classico colore sunburst per questa Strato, manico in acero e tastiera in palissandro 21 tasti "super jumbo", capotasto in osso e meccaniche "USA Grover".
Quello che colpisce non appena comincio a suonare è la morbidezza delle corde ( di fabbica, D'addario 0.10-0.46 per la cronaca ); è davvero un piacere suonarla.
Il suono che esce è veramente bello e curato: mi aspettavo le classiche defaiance dovute ai pickups di serie, ed invece i wilkinson Vintage ( alnico ) suonano davvero bene!
L'output è veramente elevato e si riesce a spaziare tranquillamente in tanti generi, dal Blues all'Hard Rock, in scioltezza.
Sono pickups che possiedono una buona dinamicità e ti permettono di giocare molto sul tocco riuscendo a cogliere tutte le sfumature che lo strumento mette a disposizione.
Passiamo ad un altro punto di forza, ovvero il ponte: un Wilkinson Tremolo a 6 sellette.
La leva è precisa e non toppa mai, ti verrebbe voglia di suonare Jeff Beck per ore!
La parte dei controlli, tre potenziometri e un selettore a cinque posizioni, dà un'ottima impressione di solidità, sia guardandola che usandola.
Il selettore è preciso e silenzioso.
I potenziometri, per volume e tono, rispondono all'azionamento con una resistenza adeguata.
I fretwire sono tutti perfettamente allineati, nessuno sporge rispetto agli altri e sicuramente, in generale, questo manico è molto, molto curato.
Riassumendo, il livello di finitura e il feeling che scocca quando la imbracci sono entusiasmanti. Ti viene voglia di suonarla.
Per chiudere, penso di poter dire che non si tratta della solita copia di strato, ma abbiamo una chitarra con un suo carattere ben preciso, e di certo non sfigura al cospetto di chitarre ben più blasonate.
Di seguito due video in cui la provo.
Video 1 - effetti usati in maniera alternata: Ts808 replica, Ibanez Ts9 e Marshall Jackhammer ( modalità OD ), il tutto direttamente dentro un Fender Blues Deluxe.
Video 2 - effetti usati in maniera alternata: Boss Rc2 Loop Station, Ts808 replica e Ibanez Ts9, il tutto direttamente dentro un Fender Blues Deluxe.
Les Paul - Golden Vicio
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Grazie innanzitutto a Noizewood che ci ha permesso di provare queste chitarre.
Andiamo a noi. Quando arrivai dal buon Ray e vidi per la prima volta le chitarre, rimasi impressionato immediatamente da quel top fiammato della DL-650 che salta subito all'occhio, un bellissimo top con una grande tridimensionalità, e basta uno sguardo per capire di cosa si stia parlando: quasi un centimetro, visibile nella foto che fa capolino sotto il binding all'altezza della spalla mancante, di top in acero marezzato, lavorato per dargli una meravigliosa bombatura degna di una custom.
Una volta imbracciata, le sensazioni sono molto positive: ottimo bilanciamento da alzato, gran peso dovuto alla ottima costruzione e ai legni di ottima qualità, che oltre a vedersi, si sentono!
Ogni dettaglio di questo strumento è molto curato, sembra veramente incredibile che una chitarra con quegli intarsi in madreperla così precisi e luminosi possa costare così poco.
Il manico:
Dopo aver potuto appurare che visivamente la chitarra mi appagava abbondantemente, sono passato a suonarla.
Devo dire, per essere preciso, che non mi aspettavo molto da questa DL-650: dopo aver provato la DVS-59, infatti, dubitavo che un altro manico dello stesso marchio potesse risultarmi più congeniale di quello, già molto scorrevole e "semplice": due parole, 'mi sbagliavo!'...oh se mi sbagliavo.
Il manico della dillion rappresenta per me il quid che da tanto cercavo in uno strumento, un manico imponente, mai ingombrante, mai sfuggente, è sempre come ti aspetti che sia, accompagna le mani e permette prese salde anche per delle mani grandi come le mie, senza risultare troppo grande.
La scala corta garantisce una morbidezza delle corde che è ben conosciuta agli utilizzatori di marchi americani ben più famosi, tuttavia, rispetto alle rivali, ho trovato maggiore comodità in questa Dillion.
Per quanto riguarda la tastiera non mi stupirei affatto se fosse passata sotto le grinfie di una di queste nuove macchine chiamate PLEK, data la cura con cui sono lavorati i fret, cosa che mi ha permesso di tenere un'action davvero bassissima.
L'hardware:
L'hardware, nota dolente di molte produzioni di questa fascia di prezzo, e anche di chitarre ben più costose, qui è assolutamente ineccepibile.
Le meccaniche grover sono molto conosciute e ritenute a buon diritto un must; difatti io, che non avevo mai avuto modo di provarle, sono rimasto impressionato dalla estrema precisione e stabilità di questo prodotto.
Il ponte: ho avuto diverse chitarre che, acquistate nuove, dopo poche ore di palm mute iniziavano a far spuntare i primi segni di ossidazione decisamente assenti in questo caso.
I Pickup:
Quello che veramente mi ha stupito in questa chitarra, della quale non posso che continuare a tessere le lodi, sono i pickup.
Da buon metallaro quale sono, non mi aspettavo tanta grinta, non si parla di segnale d'uscita particolarmente alto, per cui mi aspettavo il suono un po' sgranato, un po' sbrodolone dei più famosi paf, ecco. No qui il suono è definito, molto rotondo, ma definito e preciso. Permette buone esecuzioni su ritmiche anche molto serrate e soli alla rincorsa del prossimo tasto, un suono al manico che va dritto alla nota e un pick-up al ponte che permette riffoni di ogni genere, senza mai diventare troppo nasale nè comprimere il suono.
Questi pick-up lasciano molto spazio all'espressività senza mai perdere di grinta afflosciando il suono, nè avendo mai aumenti di volume repentini che, oltre a degradare l'esecuzione, possono infastidire l'ascoltatore: nulla di tutto ciò è presente in questa coppia di pickup, estremamente bilanciati e dinamici.
I pick-up in questione sono anche splittabili con i 2 potenziometri del volume, push-pull, e, anche se devo ammettere che non mi hanno entusiasmato in questa modalità (che non trasforma certo la chitarra in una strato), devo ammettere che mi sono trovato a utilizzarli in qualche arpeggio più limpido.
Per quanto mi riguarda, l'unica nota negativa se la becca la paletta senza binding. A me il binding piace, ci si è confusi per poco, ma qui si sfocia nel gusto personale.
In definitiva non posso che dare a queste chitarre un voto più che ottimo: sono strumenti senza compromessi, che restituiscono una sensazione di grande soddisfazione sin dal primo approccio.
Uno strumento che sembra essere il tuo compagno da sempre.

Di seguito un video in cui la proviamo entrambi ( Vicio usa un JCM 900 ):
Il prezzo è veramente stracciato, se pensiamo al rapporto qualità/prezzo, e quello che mi preme sottolineare è l'obbligo di non paragonarla con chitarre di produzione cinese di infima qualità. Non faccio nomi, ma a buon intenditor poche parole, come si suol dire...
Vi lasciamo con un duetto e con la galleria dove potete vedere numerose foto dettagliate delle chitarre recensite.
Clicca sulla foto per aprire la Gallery
Alla prossima recensione, sempre su Guitar Pub!
Ray & Vicio












Commenti
Eh c'è un pò di mare in mezzo...sennò si poteva anche fare!
Ti veniamo a prendere noi, con il nostro gommone 4x4, fatti trovare sulla costa, domani sera!
Mi sembrano ottime chitarre. Se volessi prendere una strato o una LP spendendo poco ci farei davvero un pensierino. Mi sembrano meglio id tante Fender di fascia bassa..
Grazie
Peccato non aver potuto usare il mio amato delay...
Citazione:
Non vorrei aggiungere altro, perchè quello che avevo da dire, l'ho detto nell'articolo
ps: il suono lead della strato nel duetto è spettacolare
Dai sample mi ha convinto di più la strato della LP... La strato Sembra avere davvero ottimo suono e anche una buona dinamica.
Spero di poterle provare quanto prima anche io!!!
Cosa molto positiva perchè, visto che viviamo sotto lo stesso tetto, e visto che la voglio pure io, l'avrò ma la pagherà lui!
No a parte lo scherzo con mio fratello non ci facciamo problemi di questo tipo, non siamo attaccati ai soldi e condividiamo gli strumenti senza grossi problemi.
Fanno pietà...la customizzazione è d'obbligo, se giri un pò anche nell'usato puoi trovare degli ottimi set Fender, dai Texas Special ai Tex-Mex o altri ancora, decisamente più performanti di quelli che monta la tua chitarra ora, a prezzi tutto sommato non malvagissimi(130-150) euro.
Ciao, scusa il ritardo con cui rispondo...
I pu della strato in questione sono dei Wilkinson Vintage in alnico ( tutti e 3 )
Come ho scritto nella recensione, sono rimasto davvero colpito dalla bontà del suono, non è necessario, come in molti casi di chitarre ben più blasonate, e ben più costose, di cambiare i pu, vista la scarsezza di quelli di serie.
In questo caso, appunto, non sono i classici pu stock, ma il livello è alto, come spero si evinca dalle registrazioni.
Beh, in generale questi pu sono molto in voga per l'accostamento ( decisamente improprio ) con SRV, ma credo di poter dire che stanno a SRV come il formaggio sta al caffè
Naturalmente non sto dicendo che non sia buoni ( il discorso vale per tutti i custom shop fender ), ma posso dire, avendoli avuti, che non valgono quello costano, almeno sul nuovo, si paga molto il nome Fender, ma come qualità non è che ce ne sia tanta.
Consiglio l'acquisto solo nell'usato
Come rapporto qualità/prezzo hai sicuramente fatto bene ;)
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