MONDAY NIGHT - Give me five!
| Musica - Recensione Dischi |

Come dal titolo potrete capire, mi tolgo oggi le vesti di mero cronista per lasciare spazio alle mie passioni. Voglio iniziare con questa edizione a proporvi saltuariamente una lista di cinque dischi che mi hanno colpito e per ricollegarmi all’articolo di poco tempo fa “si stava meglio quando si stava peggio”, troverò un filo conduttore fra i dieci dischi che vi proporrò.
Visto che nell’articolo sopra menzionato si è discusso riguardo alla mancanza di buone uscite in tempi recenti, ho deciso che i cinque dischi di oggi avranno in comune il fatto di essere tutti usciti dopo il 2005, così da poterli definire effettivamente dischi d’oggi.
Ci tengo a sottolineare che non è una classifica in ordine di gradimento, mi riesce già difficile selezionarne solamente dieci, figuriamoci classificarli!
Cominciamo!
1. John Mayer – Try!
Nella discografia del chitarrista del Connecticut troviamo molto Pop, un pò di Blues & Funk, tanta stratocaster e indubbiamente tanto groove. Il problema dei dischi di Mayer sta nel fatto che a molti chitarristi non va genio vedere tanto talento, a loro parere sprecato, in misere canzoni pop per adolescenti.
Sono tesi ovviamente opinabili, personalmente penso che anche fra le canzoni più Pop ve ne siano diverse di pregevole fattura ma ritengo anche che in tutta la discografia il meglio di se Mayer l’abbia dimostrato nei live. Come qualsiasi musicista vero, sul palco è un altro paio di maniche, l’energia è diversa dallo studio, il divertimento è divero e anche il risultato finale è diverso.
Pop o Blues, Funk o Rock, dal vivo Mayer sulla sua strato va davvero a mille ed è innegabile che il ritmo gli scorra nelle vene in una stupenda commistione di Hendrix, Funk e notevoli influenze “vaughaniane”.
Amante dei bei suoni e delle belle note, in questo Try ritroverete sicuramente una delle migliori espressioni chitarristiche del giovane americano.
Fortemente consigliato!
Brani preferiti: Try, Wait until tomorrow, Who did you think I was, Gravity.
2. Jamiroquai – Dynamite
Se Mayer di groove ne ha molto, la sfida con il cappelluto artista britannico è davvero tosta. Jay Kay in arte leader del gruppo britannico Jamiroquai è uno dei migliori risultati dell’incontro tra diversi generi fra i più disparati. Definiti un gruppo acid-jazz-funk-soul, chi può realmente definire che musica sia quella che dal 1991 portano avanti?
Dynamite del 2005 non è certo “The return of the space cowboys” oppure “Synkronized” ma è secondo me il miglior modo di avvicinarsi ad una delle sonorità più particolari ed intriganti dei nostri tempi, senza rimanere shockati da subito dagli arrangiamenti para-jazzistici.
La goduria dell’orecchio per i bassisti è assicurata.
Brani preferiti: Feels just like it should, Starchild, Hot Tequila brown.
3. Black Stone Cherry – Folklore and Superstition
Se I Lynyrd Skynyrd si fossero mescolati ai Led Zeppelin più incazzati? E se poi avessero capito di voler suonare come gli Ac/Dc?
Sarebbero stati sicuramente qualcosa di molto vicino ai Black Stone Cherry.
Il gruppo del Kentucky ha debuttato nel 2008 con il disco omonimo e ha dato alla luce nel 2009 questo “Folklore and Superstition”. Disco più maturo e meno grezzo, ben strutturato fra ballate e pezzi più tirati, ricco, in pieno stile american rock, di refrain da stadio che difficilmente vi toglierete dalla mente. La voce abrasiva di Chris Robertson ben dialoga con il muro di suono prodotto dalla band. Consigliabile l’ascolto a volumi molto elevati!
Brani preferiti: Things my father said, Blind man, Peace is Free, Ghost of Floyd Collins.
4. The Mars Volta – Octahedron
Sesto disco in studio per una band che è tutta da scoprire, dalla prima all’ultima nota. Difficilmente etichettabili sotto un solo genere fanno dell’eclettismo il loro universo musicale, passando fra i generi più diversi con una semplicità e naturalezza talvolta disarmante.
Un qualcosa di malato attraversa questo Octahedron che va ascoltato dalla prima all’ultima nota senza interrompersi, proprio come quando si leggono gli ultimi capitoli di un romanzo fra i più avvincenti.
Per chi ama la sperimentazione sicuramente è terreno fertile, ma anche tutti gli altri potrebbero trovare diversi ottimi spunti. Sconsigliato ai puristi, obbligatorio per chi ama mettersi in gioco.
Brani preferiti: Halo of Nembutals, Luciforms, Desperate Graves.
5. System of a Down – Hypnotize/Mezmerize
Ultima composizione di una delle band più innovative e sconvolgenti del panorama musicale modern. Melodie palesemente provenienti dal bagaglio culturale armeno mescolate ad un isterico e sfrenato rock dalle tinte metal, testi impegnati ed una voce difficilmente confondibile. Forse proprio perchè ultima produzione del gruppo resta più affascinante delle precedenti.
Sicuramente due album più maturi della ormai pietra miliare Toxicity, Mezmerize e Hypnotize sono un viaggio sonora che avvolge e tutto ad un tratto risveglia con una secchiata d’acqua fresca.
Non vi sono paragoni con altre band o generi i System Of a Down sono un genere a parte, purtroppo sono durati troppo poco, ma speriamo sempre di rivederli in un futuro non troppo lontano.
Chi vuole apprezzare al meglio la maturità sonora e testuale dei System non può assolutamente esimersi dal divorare questo doppio concept!
Ecco, ho provato a darvi i titoli di cinque dischi che secondo me valgono davvero la pena e, riagganciandomi all’articolo sopracitato, sono dischi che avvalorano la mia tesi secondo cui la buona musica si suonae si produce ancora, basta cercarla e in questi casi proposti, nemmeno troppo a fondo.
Mi piacerebbe avere i vostri pareri riguardo questi cinque dischi nel particolare e magari avere anche i vostri migliori cinque dischi usciti dopo il 2005. Sembra un giochetto alla Nick Hornby di Altà Fedeltà, sembra una cosa banale, ma se ci divertiamo tutti a postare cinque titoli in poco tempo avremo molti spunti per non rinchiuderci nei soliti vecchi ascolti!
Alla prossima.
Francesco Sicheri









Commenti
Grazie per i suggerimenti, Francesco... iTunes Music Store, sto arrivando... ; )
Proprio John Mayer è la mia preda preferita in questo periodo.
Nonostante superficialment e possa essere considerato solo come commerciale, in realtà ogni sua canzone, anche la più "Pop", è farcita di preziosismi chitarristici ed arrangiamento davvero notevoli.
Oltre a questo la sua bravura chitarristica è eccezionale, e oserei anche dire che è tra i migliori sound che io abbia mai sentito, anzi azzarderei dire che è il migliore..
Ovviamente considerando il mio gusto
Da sentire l'album, e procuratevi il dvd del concerto di L.A. in questione ( Where is the light ) che a parte i primi pezzi troppo smielati con l'acustica ( seppur suonata da dio ) è una bella roba da vedere e soprattutto sentire.
Occhio ai pezzi:
Vultures, Belief, Everyday I Have The Blues, Bold As Love, Come When I Call, Good Love Is On The Way, I Don't Need No Doctor, Out Of My Mind, Who Did You Think I Was.
Capitolo Jamiroquai: devo ascoltare questo album...
Forse uno dei gruppi che mi piacciono di più al di fuori del Rock-Blues.
Black Stone Cherry:
ho ascoltato superficialment e il loro primo album omonimo, e a parte un pezzo che non mi è dispiaciuto, gli altri non mi hanno detto niente.
Invece "Folklore and Superstition" è davvero, davvero interessante...
Molto più curato rispetto al primo, davvero tambureggiante e in alcuni pezzi dolce.
Non mi piacciono nei pezzi troppo pesanti ( arrivano anche a sonorità maideniane ) e forse per questo non apprezzo il 1° album, monotono su questo stile.
Confermo presenze di ACDC e Lynard Skynard, ma anche un pizzico di Aerosmith e Nickelback
Anche brani come "Slow Dancing in a Burning Room" oppure "Waiting on the world to change" sono molto affini al pop ma secondo me sono fatti molto bene e sicuramente apprezzabili.
In ogni caso Mayer da il meglio di se con il trio oppure da solo in acustico quando interviene tutto il gruppo con anche la seconda chitarra di McIntosh perde davvero tanto. Motivo per cui ho consigliato Try che è tutto suonato in trio.
I Jamiroquai sono fantastici, un groove della madonna davvero, nella band ci sono sempre stati grandi bassisti e si sente senza ombra di dubbio.
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