La SIAE legalizza YouTube
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Come tutte le epoche storiche ci hanno insegnato i grandi imperi arrivano prima o poi a scontrarsi per poi lasciare spazio a due finali quasi mai definitivi: l’armistia e l’inizio di una nuova guerra. L’era della digitalizzazione e del web ha anch’essa, in modalità sicuramente meno drastiche, le sue guerre e le sue battaglie. Una delle tante, ma anche una delle più importanti è stata quella che ha visto coinvolti fino a pochissimo tempo fa i colossi Google e SIAE...
Il problema fondamentale della diatriba non riguardava Google nel suo specifico bensì una delle sue più importanti proprietà, l’arcinoto portale di video hosting YouTube, attraverso il quale ormai ogni giorno vengono condivisi un’enorme quantità di video da tutto il mondo.
L’accordo per la tutela dei diritti è stato stretto con la SIAE, ma le trattative sono già in corso anche in molti altri paesi, così da poter arrivare nel giro di poco tempo ad una situazione uniforme a livello internazionale.
Andiamo però ad vedere per quello che ci è dato sapere al momento.
Google in un comunicato ha affermato che per ora il contratto ha una durata triennale e andrà a chiudersi il 31 Dicembre 2012, da tale accordo autori, compositori ed editori musicali rappresentati da SIAE saranno ricompensati al momento dell’utilizzo della loro musica come colonna sonora di un video su YouTube. SIAE ha aggiunto immediatamente che il pagamento dei diritti d’autore terrà conto dell’intensità di utilizzo e non sarà a carico degli utenti di YouTube, verrà quindi calcolato per numero di “click” sul filmato e stando alle indiscrezioni il compenso ammonta da 1 a circa 4 millesimi di euro per visita. I quattro millessimi di euro dovrebbero arrivare dalla visualizzazione di veri e propri video musicali, mentre i compensi inferiori deriveranno da quei video in cui l’utilizzo musicale è a solo scopo di colonna sonora. L’intesa inoltre prevede un forfeit di 400 mila euro versato da parte di Google che andrebbe a sanare un vecchio contenzioso più un minimo garantito di 1.1 milioni di euro.
Senza dubbio tale accordo è qualcosa di molto importante perchè segna un passo deciso per la piattaforma YouTube verso l’evoluzione in una vera e propria vetrina online, ma anche perchè il volume di denaro mosso dall’intesa è notevole.
Dai dati più recenti infatti, emerge che tra il 2007 e il 2010 il video-sharing ha prodotto per le case discografiche ricavi pari a 5 milioni di euro.
La soddisfazione è stata espressa da entrambe le parti, la SIAE attraverso il direttore Manlio Mallia si è detta estremamente ottimista per il futuro della tutela dei diritti musicali, Christopher Muller, responsabile delle partnership YouTube per l’Europa, ha invece affermato che quest’intesa aiuterà notevolmente gli artisti rappresentati nel guadagnare attraverso i propri prodotti e allo stesso tempo rendereà più semplice emergere per i nuovi talenti musicali.
E’ ovviamente troppo presto per tirare conclusioni a riguardo, dovremo aspettare un pò di tempo anche per vedere come tale accordo verrà poi effettivamente gestito o quali saranno le ripercussioni sul quotidiano uso di YouTube. Oltre alla giusta retribuzione finalmente assicurata agli artisti coperti da SIAE anche dall’ambito del video-sharing, che sta piano piano diventanto un mondo forte e in continua evoluzione, ciò che desta attenzione è l’allettante possibilità per gli emergenti di mettersi in mostra e forse veder fruttare dai propri sforzi qualche soldo in più, ma anche qui dovremo aspettare i primi risultati tangibili.
Per il momento prendiamo atto di un accordo davvero storico fra due parti molto importanti nei rispettivi campi nel frattempo attendiamo anche di vedere quali altre nazioni seguiranno la nostra in questa importante trattativa.
Francesco Sicheri









Commenti
Vige sempre la legge del: il ricco diventa sempre più ricco e il povero sempre più povero.
Senza contare che ormai il mercato discografico non sposorizza più da illo tempore la musica ma solo un'immagine!!!
Se uno riuscisse a costruire e gestire bene la propria notorietà nell'ambiente, potrebbe avere un canale di visibilità parallelo a quello delle major, che come dici tu premiano solo i belli, e non i bravi
hai colto esattamente quale potrebbe essere, e sottolineo potrebbe, il risultato di questo accordo.
forse i piccoli riusciranno ad avere un pò di giustizia e di gratificazioni se veramente validi, tramite le visualizzazioni della gente, anche se è un sistema con molti rischi e lascia aperte le porte a molti dubbi sul reale funzionamento...
staremo a vedere...chiunque iscritto a siae come il sottoscritto però, ben presto riceverà una lettera a riguardo per i nuovi cambiamenti.
che i piccoli abbiano meno vantaggio dei grandi è anche ovvio, il volume di utenti mossi e di visite totalizzate sarà sicuramente maggiore per un big rispetto ad un emergente. ma questo non è colpa ne dell'uno ne dell'altro.
la grossa differenza è che un emergente, purchè registrato in siae, passa dal non avere nessun diritto alla possibilità di conquistarsi una fetta seppur ridotta di pubblico.
questo accordo non è fatto per assicurare uno stipendio agli artisti ma per rendere in parte il web meno irrispettoso nei riguardi del diritto d'autore su una creazione artistica.
nell'epoca del download sfrenato questo è un passo avanti secondo me a dir poco mostruoso.
Garantisce, su una base del tutto meritocratica fondata sul numero di visite totalizzate, un riscontro anche economico per l'artista, che vedrà almeno un lato della sua produzione riconosciuta anche economicamente.
Le visite derivano ovviamente solo e soltanto dal riscontro che l'audio/video ha sul pubblico, quindi dalla bontà stessa del prodotto o dall'appeal del prodotto, entrambe caratteristiche che dipendono solo dalla bontà del lavoro dell'artista stesso.
Se il sistema funzionerà quindi, chi davvero avrà qualcosa di valido da offrire, si conquisterà un pubblico virtuale e di conseguenza potrà trarne qualche vantaggio economico.
direi che non è proprio poco.
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