Roger Waters The Wall Tour 2011 - Storia di uno spettatore
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Roger Waters, come sapete, in occasione dei 30 anni dall’uscita di The Wall, ha deciso di intraprendere un tour mondiale, ricostruendo il muro in numerose città americane ed europee, compresa Milano, l’unica data italiana del tour.
Nel fare questo, ha sfruttato al meglio tutta la tecnologia che i tempi moderni gli mettono a disposizione, facendo del muro il vero protagonista dello show.
Lo spettacolo, infatti, non è semplicemente un concerto...è uno show a 360°: è teatro, è cinema, è storia, è musica dal vivo, è un veicolo di un messaggio. E in tutto ciò lo spettatore è chiamato più volte ad esserne il protagonista, facendo in modo che si è completamente immersi nello show: acusticamente, visivamente, emotivamente...Ogni spettatore diventa Pink:


Ma lo show non può fermarsi...non si può rimanere chiusi in se stessi se sei una rockstar e hai un concerto da portare avanti. Devi metterti in piedi...TI devono mettere in piedi, anche se questo vuol dire renderti “piacevolmente intontito”...quindi sali sul palco, “the show must go on”, e ti trasformi nel dittatore che arringa la sua piazza...perché, sul palco, la rockstar è del tutto equiparabile a un dittatore, e il suo pubblico è la folla che lo segue e si esalta per qualsiasi sua pazzia...”guardate, quello è negro...e quello è ebreo, quello ha i brufoli...e quell’altro è una checca...FUCILATELI TUTTI...” e tutti, idioti, lo seguono, e se non vuoi fare una brutta fine, ti conviene correre...correre come l’inferno...

STOOOOP
E’ l’ora della resa dei conti...che il processo abbia inizio.
Senti l’accusa del tuo insegnante: cosa ha da dire...eh si, forse se ti avesse messo in riga con qualche frustata in più, ora non saresti completamente pazzo a vedere giocattoli in soffitta...
Ecco mia moglie...mi dice che sono uno stronzo, che avrei dovuto parlarle di più...MAMMA che ci fai qua?...
La giuria ha deciso...sei condannato alla pena più grave, alla tua più profonda paura...che tu sia esposto innanzi ai tuoi simili!
BRING DOWN THE WALL

Ecco, questo forse riesce a spiegare al meglio tutto ciò che ho provato durante questo concerto...l’ho vissuto da dentro, non da semplice spettatore.
Passando ad aspetti più tecnici, lo show è articolato in due parti: la prima parte, in cui si costruisce il muro, la seconda parte che rappresenta il percorso interiore del protagonista fino all’abbattimento del muro stesso, che segna la fine della storia e del concerto.
Penso che la sequenza di brani sia superflua.
Durante tutto lo spettacolo il muro viene utilizzato come un grande schermo su cui vengono proiettate immagini. E' il muro il grosso dello spettacolo, non tanto l’artista: sul muro vengono proiettati messaggi, frammenti della storia, sequenze animate.
Questo è anche in linea con la visione dittatoriale della rockstar ed è una riflessione che fecero gli stessi Floyd ai tempi di The Wall: il pubblico è come un gregge. Segue l’artista e lo venera indipendentemente da quello che fa, al punto che lo venererà, lo esalterà, lo idolatrerà anche se poi, quello che suona, potrebbe non essere la vera rockstar. Una volta chiuso il muro, infatti, lì dietro ci potrebbe essere chiunque, ma il pubblico sarà lo stesso esaltato. Non a caso, infatti, i concerti di The Wall dell’80 e dell’81 non venivano aperti dai Pink Floyd, ma da una surrogate band (Snowy White, Willie Wilson, Andy Bown e Peter Wood che eseguivano In The Flesh). Questa è una critica di Waters verso il comportarsi da “pecore” del pubblico, e, secondo me, è il motivo per cui è il muro il vero protagonista.
Come da tradizione non sono mancati i pupazzi gonfiabili: l’insegnante durante “Another Brick in the Wall”, la madre su “Mother”, la moglie,impersonata da una mantide religiosa durante “Don’t leave me now”, e l’immancabile maialone!
Ha invece eliminato quelli durante “The Trial”, per usare una ben più comoda animazione sul muro.
E alla fine di “In the Flesh” si è ripetuto il volo dell’aereo che si va a schiantare sul muro, facendone crollare una parte tra le fiamme. Decisamente scenografico!


L’acustica è sorprendentemente coinvolgente...il suono ti gira tutto intorno, e gli effetti acustici sono frequenti e molto ad effetto (più volte sono sobbalzato sulla sedia).
Il concerto, poi, ha una carica emotiva aggiuntiva non da sottovalutare: essendo anche dedicato alle vittime di guerra, il buon Roger ha messo delle sequenze di immagini che ti lasciano senza parole, e, nell’intervallo, proietta nel muro foto e biografie di tutte le vittime di guerra, che le persone da tutto il mondo gli hanno inviato.
Passando al nostro argomento...chitarristi!
Si fa accompagnare da Snowy White, chitarrista che gli stessi Floyd hanno prodotto, e che ha fatto da seconda chitarra di Gilmour da Animals, e da Dave Kilminster, che fa da prima chitarra. E’ bravo, c’è poco da dire, ma in alcuni passaggi si sente che manca qualcosa...ad esempio l’assolo di Hey You è stato osceno.
Comfortably Numb ha fatto pari pari l’assolo dell’album, e condivido la scelta...in qualche modo hanno mantenuto rispetto del mostro sacro che è Gilmour, evitando di azzardarsi in modifiche e rivisitazioni. I suoni sono stratosferici...non si possono descrivere...stratosferici.
Infine un piccolo dettaglio...la regia occupava a occhio e croce una 40na di metri quadri, se non di più!

In conclusione posso dire di aver partecipato a uno degli spettacoli più emozionanti della storia, e di aver visto la differenza tra un concerto di un grande gruppo, e quello di chi semplicemente “suona”, pur bravo che sia. Se non ci fossi andato me ne sarei pentito per tutta la vita, perché, ripeto, non è solo un concerto, è veramente molto di più...non c’è un minuto in cui non abbia avuto i brividi per quello che succedeva...c’è un coinvolgimento che in altri spettacoli non c’è, perché il pubblico è parte integrante dello show.
Quindi vi consiglio vivamente di andarci se ne avete la possibilità...costa tanto, ma ne vale veramente la pena....Lo dice uno che ci è andato fino a Lisbona solo per vederlo!!
Vi lascio qualche video dell'evento...trascurate quel coglione fomentato che canta a squarciagola, e che alcuni video si fermano sul più bello...le pile e le schede di memoria fanno brutti scherzi a volte









Commenti
Bravo Dave!
Direi che show a 360° è proprio il modo giusto per descriverlo: immagini, suoni, luci, colori, musica. Coinvolgimento puro.
Lo stand deve essere costato un casino, sembra davvero supertecnologic o e spettacolare.
Complimenti Dave!! Tanta invidia anche da parte mia..
PS Il tipo vicino che canta è stonatissimo!!
Penso che tutta la struttura sia costata veramente un boato...c'è tanta tecnologia, tecnici coi controcazzi, palco, attrezzatura, costo nello spostare ogni volta l'attrezzatura...c'è un costo di fondo veramente esagerato...certo se lo straripaga eh, però direi che l'investimento iniziale è stato anche piuttosto a rischio (sei sempre roger waters, ma a qualche nostalgico dei floyd proprio per questo non stai tanto simpatico)
per il tipo stonatissimo...grazie del complimento XD
ahahahahahahhah aha
me vergognavo pure a pubblicarlo
Penso che il concerto sia indescrivibile, ma hai reso comunque molto bene l'idea!
Una cosa gigantesca, e mi immagino i suoni...
Spero prima o poi di poterlo vedere!
p.s. ma allora la capra sverginata eri tu?!?! ahahaha
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