The Police - Every Breath You Take
| Musica - E' Chitarra?...Arrangiamoci |
(dal CD “ Synchronicity” A&M-1983)
Buongiorno a tutti!
Cominciamo questa nuova rubrica che spero possa interessare i più tra voi.
Con essa cercheremo di capire, di volta in volta, come deve lavorare una chitarra all’interno di una band e di un brano, ottenendo come risultato la ricetta dell’Hit single perfetto (Fico no?).
Scherzi a parte, è fondamentale capire il peso del suono o di una partitura nell’economia di una canzone: spesso ci concentriamo sull’assolo, su quali scale sono utilizzate, o quale tecnica è coinvolta, col risultato che studiamo solo quei pochi secondi di musica senza preoccuparci del resto, che, alla prima esecuzione “live”, suonerà inevitabilmente “MALE!!!”. (ricordatevi che un “solo” mediocre in un gran pezzo sopravvive, il contrario NO!!!).
Insomma, per farla breve, questa rubrica è dedicata a chi ritiene che Keith Richards sia un grande chitarrista, mentre certi shredder ultraveloci ma incapaci di inserirsi in contesti “Cantati” abbiano ancora molto da imparare.
Come prima canzone (ed artista) ho pensato subito ad un chiaro esempio di cosa vuol dire lavorare per il brano, riuscendo ad essere, innovativi, colti ma, soprattutto, gradevoli e funzionali al pezzo in questione che, anche per lo splendido lavoro chitarristico, è entrato nella storia della musica.
Il brano in questione è la straconosciuta “Every Breath You Take” dei Police, il “manico” sotto esame è quel genio di Andy Summer...
Stare qui ora ad elencare tutto quello che Mr. Summer ha rappresentato per la chitarra vorrebbe dire scrivere per almeno dieci pagine, ci basti affermare che ha inventato un suono, un approccio chitarristico, ma, fondamentale, ci ha insegnato cosa vuol dire avere le orecchie aperte durante una canzone e fare da collante ai linguaggi degli altri musicisti, creando qualcosa di coerente e originale.
Analizziamo ora il brano e vediamo di capirci qualcosa.
Come “mood” il pezzo si muove sulle rotaie del binario Sting/Copeland (per quei 2 alieni che non lo sanno, stiamo parlando di basso/batteria del trio dei Police) i quali, da brava sezione ritmica del potenziale hit di turno, per quasi tutto il brano non fanno una nota di più del minimo indispensabile e cioè:
1. Fondamentali ad ottavi per Sting (che nel video del pezzo suona un contrabbasso, ma dal suono del disco dubito che lo abbia fatto davvero);
2. Un pattern banalissimo di batteria per Copeland, pattern che potremmo riassumere con questa formula “Tantrica”: bum-cià-bum-bum-cià;
L’armonia? È presto detto: / Ab / F- / Db Eb / Ab /
E||--------------------------|--------------------------|
B||--------------------------|--------------------------|
G||--------------5-----------|--------------5-----------|
D||--------8--------8-----8--|--------8--------8-----8--|
A||-----6-----6--------6-----|-----6-----6--------6-----|
E||--4-----------------------|--4-----------------------|
--------------------------|--------------------------|
--------------------------|--------------------------|
--------------1-----------|--------------1-----------|
--------5--------5-----5--|--------5--------5-----5--|
-----3-----3--------3-----|-----3-----3--------3-----|
--1-----------------------|--1-----------------------|
--------------------------|--------------------------|
--------4-----------------|--------6-----------------|
-----------6-----6--------|--------------8-----------|
-----6--------6--------6--|-----8-----8-----8-----8--|
--4-----------------4-----|--6-----------------6-----|
--------------------------|--------------------------|
--------------------------|--------------------------||
--------------------------|--------------------------||
--------------5-----------|--------------5-----------||
--------8--------8-----8--|--------8--------8-----8--||
-----6-----6--------6-----|-----6-----6--------6-----||
--4-----------------------|--4-----------------------||
Stop! A parte l’inciso (che vedremo dopo) e qualche cadenza d’inganno qua e là questa è la sostanza del pezzo (veloce, orecchiabile, memorizzabile).
A questo punto, quando il buon Sting avrà messo il foglio con gli accordi sotto il naso di Summers, come avrà reagito la testolina del Nostro?
Probabilmente avrà pensato pressappoco così: “Cosa faccio ora di semplice, carino ma tale da far vedere che ho le pallotte?”
La risposta è: “ARPEGGIO”; si!...ma come?
“Beh! Semplice” continua Andy “faccio un bell’arpeggino in ottavi, così vado a braccetto del basso e non faccio niente di ritmicamente incasinato che distolga l’attenzione dalla voce”;
“Forte!” rispondo io “Ma sai che palle 4 minuti di arpeggio di un quasi giro di Do?” (infatti il giro base sopra esposto è un classico tonica/sesta/quarta/quinta che ha fatto la fortuna della musica melodica più strappalacrime)
“Sarebbero due palle se usassi le triadi essenziali” mi tranquillizza Summer “ma sai che faccio?
Ab diventa Ab9, F- diventa F-9, Db diventa Db9 e Eb diventa Eb9, e ci cambia il mondo attorno così:
Mica male eh! Il resto lo fa il suono: Telecaster pulita, poco chorus, poco delay e suono stoppato, pick-up al manico.
E per l’inciso?
Già qui si cambia: entra qualche suono d’archi un piano appena accennato, la batteria si sposta dal floor all’hi-hat per dare più attacco agli ottavi e il nostro eroe cosa ti inventa?
E e F# belli sgranati e suonati “modello oratorio”, come fossimo a pagina 2 di “chitarrista in 24 ore”, suono un po’ più cattivello e pick al ponte per dare mordente e la canzone diventa da eterea a irresistibilmente Pop.
Il resto è storia, se questi riff di chitarra sono tra i più campionati, un motivo ci sarà, così riassumiamo il tutto dicendo: “Sii semplice, poco ingombrante, ma comunque creativo; di fronte ad una canzone non pensare a cosa puoi mettere, ma chiediti per prima cosa: cosa posso togliere?”
Meditate gente, meditate!
Alex Cambise









Commenti
Vorrei tra l'altro rimarcare come gli intervalli di nona per lui fossero quasi una costante, anche il geniale riff di "Message in a bottle" si fonda su di essi e tutti sappiamo quanto il risultato finale di tale scelta alla fine abbia dato ragione ad Andy.
Personalmente poi mi sono innamorato del suono della sua Tele, davvero unico e caratteristico in tutta la scena rock...(tra poco me ne procurerò una, anche se non la sua signature che, se non erro, viaggia sui 7000 euro!)
Grazie per l'articolo! ;)
Dimenticavo... complimenti per l'articolo! : )
e ora non ditemi che non la conoscevate!!!
Veramente interessante e soprattutto qualcosa di diverso da quello che si trova in giro..
I police sono stati veramente dei geni, un'amalgama unica e inimitabile.
E arrangiamenti da far paura!
Sto rivalutando molto queste parti di chitarra quasi impercettibili, ma che danno sostanza all'intero pezzo.
Ieri ad esempio sono andato a vedere max gazzè (che è veramente un grande) ed il chitarrista non faceva altro.
Sembrava quasi inutile lì in mezzo, ma ascoltando meglio ci si rendeva conto che in realtà dava sostanza a tutto il pezzo aggiungendo poi quegli arpeggetti dove necessario!
Magari qualche assoletto ogni tanto non sarebbe guastato, ma è stato più che bravo anche solo così ;)
Lui l'ha pensata, creata, ha pensato al suono giusto e, infine, l'ha eseguita, Immaginate lo sforzo creativo, ancor prima che tecnico, la padronanza assoluta di effetti e strumenti, e la conoscenza enciclopedica dei suoni e di come ottenerli, questo, a mio avviso, è conoscere e suonare veramente una chitarra.
Penso che di questi esempi nel mondo della musica moderna ce ne siano diversi, e sottolinearli in questo modo è davvero importante.
Capire queste cose aiuta molto nella crescita artistica di un musicista!
Grande Alex!
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